VISTA

 
 

 

 


VISTA Software di

VIVAGO WristCare System

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

APPLICAZIONE

 

per

Sistema Vivago

 

Il sistema personale di

GENERAZIONE ALLARMI

per anziani e soggetti vulnerabili

 
 

 



Indice

 

1 Introduzione. 4

1.1 Il sistema Vivago WristCare nelle situazioni istituzionali 5

1.2 Il sistema Vivago Integrated in sintesi 5

1.3 Come funziona il sistema Vivago. 6

1.4 Come viene tracciata la curva dell’attività. 6

2 Cosa indica la curva dell’attività?. 7

2.1 Attività notturna: cos’è il sonno?. 7

2.2 La struttura del sonno: in cosa consiste il sonno?. 7

2.3 Il sonno negli anziani 8

2.4 Attività notturna: problemi e disturbi del sonno. 8

2.5 Dolori notturni 9

2.6 Demenza e attività notturna. 9

3 Analisi delle curve esempi 11

3.1       Gruppo 1: attività diurna/ notturna normale. 12

3.2       Gruppo 2: sonno profondo. 12

3.3       Gruppo 3: attività notturna senza riposo. 13

3.4       Gruppo 4: risvegli notturni 13

3.5       Gruppo 5: disturbi nell’attività diurna e notturna. 14

3.6       Esempio pratico: analisi della curva per/ di un periodo di 8 giorni 16

3.7       Esempio pratico della correlazione tra attività diurna e notturna. 21

O = Notte. 21

Allegato. 23

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni siete pregati di contattare:

 

M. & A. Associates sas

Via Marco D’Oggiono, 2

20123 Milano

Tel.: 02 58106066

Fax.: 02 83200028

e-mail: canthon@tin.it


1 Introduzione

 

Il sistema Vivago WristCare integra per la prima volta la misurazione dell’attività per le persone vulnerabili con un sistema d’allarme. Il programma Vista, che è parte integrante del sistema Vivago WristCare, è l’unico metodo disponibile in grado di produrre una curva dell’attività in tempo reale per ogni paziente.

 

Il programma IST Vista offre un monitoraggio dell’attività nell’ambiente familiare delle persone; ed è specificamente studiato per un suo utilizzo di lungo periodo in situazioni istituzionali. I cambiamenti di livello nell’attività diurna/ notturna si osservano meglio con un monitoraggio di lungo periodo. Piccoli cambiamenti, come quelli relativi al processo di invecchiamento, richiedono un monitoraggio di lungo periodo.

 

Solitamente le attività diurne/ notturne differiscono sensibilmente tra le persone in salute. L’attività diurna può differire in relazione alle attività svolte nel corso della giornata, anche se in genere è principalmente in relazione ai movimenti costanti della persona. L’attività notturna è solitamente bassa in quanto la stragrande maggioranza delle persone dorme. Il nostro bisogno di sonno e la tipica struttura del sonno fa sì che l’attività notturna sia più facilmente classificabile rispetto all’/ dell’attività diurna. Si possono individuare cambiamenti di breve e di lungo periodo nel sonno analizzando il modello del sonno e le deviazioni riscontrabili in esso mettendoli a confronto con la tipica struttura del sonno e le attività diurne e notturne del giorno precedente della stessa persona. Inoltre i cambiamenti dell’attività notturna e nel modello del sonno possono produrre/ avere effetti nell’attività diurna.

 

È molto importante capire le ragioni soggiacenti all’attività diurna/ notturna. Per ottenere i migliori risultati di assistenza in situazioni istituzionali e di monitoraggio a lungo termine dell’attività è necessario saper arrivare alle corrette conclusioni e modificare il tipo di assistenza conseguentemente. I commenti del paziente e il sistema IST Vista di monitoraggio dell’attività sono una combinazione che offre uno strumento ideale per il miglioramento dello stato fisico-mentale degli anziani in situazioni istituzionali.

 

Il dottor Markku Partinen dell’Haaga Neurological Research Center di Helsinki (Finlandia) è un esperto ricercatore sul sonno e ci ha fornito la sua esperienza nella stesura di questa guida. Il proposito della guida è di aiutare il lettore a capire le applicazioni del monitoraggio dell’attività, come viene prodotta la curva Vista dell’attività, cosa ci può dire la curva e come si possono analizzare le curve.


1.1 Il sistema Vivago WristCare nelle situazioni istituzionali

 

Il sistema Vivago WristCare si basa sull’innovativa tecnologia IST. Il sistema offre una possibilità unica di seguire il ritmo dell’attività diurna/ notturna del paziente nel suo normale ambiente di vita. I metodi precedenti sono stati possibili solo in costose condizioni di laboratorio e solo per brevi periodi. Col sistema Vivago WristCare è possibile monitorare il livello delle attività individuali per un lungo periodo di tempo, per settimane o addirittura mesi.

 

L’IST Vista è un programma che opera in ambiente Windows e funziona in automatico come strumento di monitoraggio dell’attività. È di facile impiego e non richiede speciali competenze, in quanto le informazioni vengono raccolte automaticamente. Vista visualizza sullo schermo del computer una curva dell’attività in tempo reale in base ai dati ricevuti.[1]

 

Il sistema si è sviluppato per aiutare il personale addetto all’assistenza che opera all’interno di situazioni istituzionali. È un vantaggio poter utilizzare il sistema Vivago WristCare nel normale ambiente di vita dei pazienti ed essere in grado di monitorare l’attività per un lungo periodo di tempo. Un ambiente normale, famigliare, è di maggior conforto per il paziente che procede nelle sue normali attività quotidiane e nei suoi normali modelli di sonno. È inoltre facile notare i cambiamenti nel livello delle attività (se ve ne sono) quando i dati vengono raccolti nell’arco di settimane, mesi o più a lungo. Grazie alla raccolta automatica delle informazioni e al suo facile utilizzo, il sistema non aumenta il carico lavorativo del personale; non c’è bisogno di settaggio o di estrapolazione di dati, in quanto questo avviene in automatico.

 

1.2 Il sistema Vivago Integrated in sintesi

 

Il sistema Vivago Integrated è principalmente usato in situazioni ambientali assistite, alloggi protetti ed altri ambienti istituzionali, incluso gli ospedali. Fornisce un aiuto tecnologico innovativo nel campo dell’assistenza alle persone e in particolar modo agli anziani. La curva dell’attività in tempo reale è già parte del sistema integrato correntemente in uso. Oltre a produrre la curva dell’attività in tempo reale, può essere impiegato come sistema di sicurezza per l’anziano in situazioni assistenziali istituzionali. L’unità da polso è dotata di un pulsante d’allarme manuale, che il paziente può premere in qualsiasi istante per chiedere aiuto, ma che trasmette anche un allarme automatico in caso il paziente si trovi in una situazione in cui non è in grado di chiedere aiuto da solo.

 

Il sistema istituzionale consiste di un’unità da polso per i pazienti, un’unità base da installare nell’area coperta dal segnale e del programma Vista. Questo programma è in grado di raccogliere le informazioni sulle curve dell’attività fino ad un massimo di 32 pazienti e visualizza sullo schermo, separatamente, ogni curva. Tutte le curve vengono salvate automaticamente nella funzione Post Analysis del programma Vista.

 

Il sistema non impone restrizioni ai pazienti, che potranno sempre spostarsi liberamente, sia all’interno dell’area in cui l’unità di base riceve il segnale radio che all’esterno. Vista si limiterà a non produrre la curva dell’attività quando il paziente non si troverà più all’interno dell’edificio o se si sarà sfilato l’unità da polso.

1.3 Come funziona il sistema Vivago

 

Il dispositivo da polso misura i movimenti micro e macro dal polso della persona e trasmette automaticamente le informazioni tramite segnale radio alla più vicina unità di base. L’unità di base inoltra i dati dell’attività allo schermo Vista e per ogni utente verrà prodotta una curva dell’attività.

 

Con micro movimenti si intendono quei piccoli movimenti di muscoli e tendini del polso, che si possono avere, per esempio, durante la fase REM del sonno. L’unità da polso non va mossa e registra i cambiamenti interni al polso. Con macro movimenti si intendono quei movimenti dell’unità da polso prodotti dalla mano o dal corpo del paziente. Il segnale misurato rappresenta la somma di queste due funzioni. La curva dell’attività visualizzata indica il valore e l’ampiezza del movimento che la persona esercita in quel momento.

 

La funzione Post Analysis incamera tutte le informazioni sulle curve dell’attività. Le curve possono così essere analizzate ed estratte in qualsiasi momento e visionate dal personale addetto all’assistenza, o da altre persone, così da poter monitorare a lungo le informazioni sull’attività. Poiché la funzione post analysis incamera tutte le sedute precedenti, i modelli delle attività diurne/ notturne dell’ultima settimana possono per esempio essere confrontati coi gli stessi modelli del mese precedente.

 

 

1.4 Come viene tracciata la curva dell’attività

 

La curva viene tracciata dal lato destro dello schermo, in tal modo le informazioni più recenti sulla curva dell’attività appariranno sempre sul lato destro dello schermo.

Per facilitare la visualizzazione a schermo, le parole “alta” e “bassa” sono poste tutte a sinistra dello schermo. Queste indicano il livello generale dell’attività. Vista visualizza l’orario (ore) in fondo allo schermo. Se si raffrontano curve dell’attività assicurarsi che il settaggio di ogni curva sia lo stesso. Le dimensioni, l’ampiezza, le caratteristiche (superficie piatta o no) dello schermo e la scala dei tempi (9-24) da visualizzare sono molto importanti.[2] Quando viene indossata, l’unità da polso invia costantemente dati che misurano l’attività.

La curva dell’attività è tracciata in tempo reale e descrive il valore e l’ampiezza del movimento esercitato dalla persona in quello specifico momento. Ogni punto della curva è un valore assoluto del livello dell’attività della persona. Più è alto il punto della curva e maggiore è il movimento della persona in quel momento.

 

Il programma Vista salva in automatico tutte le curve dell’attività. È molto semplice scorrere a ritroso/ ritornare ad una curva dell’attività del giorno prima, della settimana o del mese prima. Questa è una funzione molto importante nel monitoraggio di lungo termine del livello dell’attività di un paziente, che permette di osservare eventuali cambiamenti nel modello di sonno/ veglia, del tempo e della qualità del sonno e l’eventuale aumento o diminuzione del livello dell’attività over time. Si possono osservare i cambiamenti nei modelli diurno/ notturno monitorando le curve dell’attività per un periodo di tempo più lungo.

 

 

2 Cosa indica la curva dell’attività?

 

La curva può essere visualizzata come una curva di 9, 12, 15… 24 ore. Negli esempi è stata usata una curva di 24 ore. Con la curva di 24 ore è possibile visualizzare istantaneamente un’intera giornata d’attività.

 

I cambiamenti nella curva dell’attività sono visibili. Cadute significative e picchi improvvisi nella curva si possono facilmente vedere e determinare, così come si può rilevare anche il momento in cui la persona si addormenta o si risveglia. Se per un certo periodo compare una stabilizzazione nel livello dell’attività, ciò significa che esso è rimasto lo stesso per tutta la durata del tempo. Se la stabilizzazione avviene nella fase notturna del sonno, può trattarsi di un normale periodo di sonno profondo del paziente.

 

Se vi è una frattura nella curva, se ad esempio non viene visualizzata alcuna curva, è possibile che l’unità da polso sia fuori campo o che non sia stata indossata in quel momento.

L’attività notturna, o la qualità del sonno, possono incidere sull’attività diurna. Un sonno insufficiente può indurre ad un sonnellino durante il giorno, così come può essere la conseguenza di un sonnellino durante il giorno. È importante capire le ragioni di un’insufficiente attività diurna/ notturna e scoprire come intervenire per migliorare la situazione e conseguentemente il benessere della persona.

 

 

2.1 Attività notturna: cos’è il sonno?

 

Il sonno è necessario per il corretto funzionamento del cervello. Il sonno normale e l’attività mentale sono i pilastri della qualità della vita della gente nonché della sua capacità lavorativa e fisiologia generale.

 

Ognuno di noi passa circa un terzo della vita a dormire. La quantità di sonno necessario dipende dalle persone. Gran parte degli adulti necessita di 7-8 ore di sonno a notte, ma alcuni hanno bisogno di 9-10 ore, mentre altri si sentono riposati dopo sole 5-6 ore. Il sonno cambia con l’età; e questa è una cosa normale e comune. Con l’invecchiamento, un sonno continuato può diventare più raro.

 

Tuttavia nelle persone il bisogno complessivo di sonno non diminuisce con l’età. Le ricerca più recente indica che il bisogno di sonno rimane pressoché costante nel corso di tutta la vita adulta.

 

Se non ci si sente stanchi durante il giorno, può essere che il naturale desiderio di sonno è stato soddisfatto e che si è riposato abbastanza. La cosa più importante non è la quantità ma la qualità del sonno e come ci si sente il giorno dopo.

 

 

2.2 La struttura del sonno: in cosa consiste il sonno?

 

Il sonno non è semplicemente l’assenza passiva di veglia; il sonno può a volte essere uno stato molto attivo di coscienza in una progressione ciclica attraverso le varie fasi del sonno. Il sonno è un processo che ha due stati ben distinti: il sonno non-REM e il sonno REM. Il primo è spesso chiamato anche sonno profondo o lento (slow wave), mentre il sonno REM è spesso chiamato sonno paradosso, desincronizzato o attivo. Benché la maggior parte dei sogni avvengano nel sonno REM, noi sogniamo anche in altre fasi del sonno.

 

Per addormentarsi ci vogliono solitamente 5-15 minuti. Dopo di ciò, una persona sprofonda nel sonno profondo attraverso fasi di sonno leggero. In un adulto sano il primo periodo di sonno REM inizia normalmente 90 minuti dopo l’addormentamento.

 

2.3 Il sonno negli anziani

 

Con la vecchiaia il sonno diventa più leggero, frammentato e qualitativamente variabile. Le persone anziane si svegliano la notte più dei giovani. Questo provoca una diminuzione nell’attenzione diurna e un’accresciuta stanchezza.

 

Anche se la qualità del sonno non sembra risentirne in maniera significativa, gli anziani fanno un maggior uso di medicinali per il sonno. Questi medicinali vengono spesso presi già verso le 6-7 del pomeriggio. Tuttavia la quantità di sonno necessaria agli anziani non è aumentata significativamente rispetto a quella dei giovani. Di conseguenza andare a letto presto spesso si riflette in una situazione in cui l’anziano si sveglia presto la mattina e non riesce a riaddormentarsi, pur desiderandolo. Una buona alternativa potrebbe essere posticipare il riposo, cenando intorno alle 8 di sera.

 

Gli anziani vivono spesso isolati dalle altre persone e talvolta la solitudine può causare disturbi del sonno. Gli anziani dovrebbero incontrare regolarmente amici e famigliari. Altrettanto importante e da non sottovalutare è l’esercizio fisico. Una giornata attiva contribuisce ad una migliore qualità della del sonno di notte.

 

 

2.4 Attività notturna: problemi e disturbi del sonno

 

I problemi del sonno possono avere cause diverse e simultanee e possono includere malattie fisiche, disturbi del sonno, così come fattori associati allo stile di vita della persona o cause emozionali.

 

A volte cambiamenti dovuti all’età rivelano disturbi del sonno nascosti. I disturbi del sonno spezzano il normale modello dell’attività notturna.

 

Ad esempio, molte persone che soffrono di disturbi cardiaci hanno anche problemi ad addormentarsi. Pazienti con insufficienza cardiaca possono anche avere disturbi respiratori. La ricerca ha indicato che quasi metà di queste persone soffre di apnea del sonno (pause nella respirazione durante il sonno).

 

Sul sonno, oltre ai disturbi tipici del sonno, possono incidere negativamente altri sintomi e malattie, quali:

 

- Alzheimer e altri tipi di demenza

- altre malattie neurologiche

- il morbo di Parkinson


- dolori alla schiena o alle articolazioni e altri sintomi e  malattie del sistema locomotorio

- dolori notturni al petto (angina pectoris)

- disturbi circolatori al cervello o alle estremità

- bruciori gastrici (dispepsia acida) e altri sintomi addominali (ernia diaframmatica, gastrite)

- insufficienza cardiaca

- asma o bronchite cronica

- incontinenza urinaria

 

Anche il riflusso notturno (il rilascio di acidi gastrici nell’esofago inferiore che irritano la mucosa esofagea) possono svegliare una persona. Il riflusso notturno può anche causare il respiro affannoso e la tosse, che possono svegliare la persona più volte nel corso della notte. E questo, a sua volta, può portare ad un affaticamento durante il giorno. Alzare la testiera del letto può essere d’aiuto nell’alleviare i sintomi e a facilitare il sonno. Spesso però c’è anche bisogno di medicinali.

 

 

2.5 Dolori notturni

 

La ricerca indica che i sintomi muscolo-scheletrici sono la causa più comune del dolore notturno. Altri tipi di dolore cronico o acuto possono interferire col sonno. Questi possono spesso essere trattati con la fisioterapia o coi medicinali.

 

Abbiamo tutti un nostro sistema per affrontare il dolore. Ma se il dolore notturno si fa insopportabile, questo può svegliarci una o più volte nel corso della notte e può durare per un breve periodo o per un lungo periodo, a seconda della persona e del tipo di dolore che prova.

 

 

2.6 Demenza e attività notturna

 

La demenza è una delle cause più comuni del trasferimento in una casa di cura o in un altro centro. I pazienti soffrono spesso di modelli di sonno irregolare, frammentato, alterazioni del ritmo cardiaco, disorientamento e confusione notturni, frequenti sonnellini. Alcuni possono poi avere un’apnea del sonno non diagnosticata. L’abuso di medicinali è un problema comune.

 

Molti di questi sintomi possono avere effetti sul ritmo di giorno/ notte. Sonnellino diurno e sonno frammentato fanno sì, per esempio, che le attività diurne assomiglino a quelle notturne e che si provochino cambiamenti nel ritmo circadiano.

 

Medicinali

 

I disturbi del sonno possono anche essere causati dai medicinali per la cura di malattie croniche. Tra i più a rischio ricordiamo alcuni tipi di medicinali per la pressione cardiaca e sanguigna, così come quelli per l’asma e quelli a base di cortisone.

 

Apnea del sonno

 

L’apnea del sonno è presente nel 4% degli uomini e nel 2% delle donne. I principali sintomi dell’apnea ostruttiva del sonno sono un russamento forte e spezzato, gambe senza riposo ed un’eccessiva sonnolenza diurna. L’apnea del sonno porta inoltre a frequenti pause nella respirazione della durata di oltre 10 secondi. L’apnea del sonno viene diagnosticata dagli studi sul sonno, solitamente una breve poligrafia del sonno, che include la misurazione simultanea di almeno questi parametri: respirazione nasale e orale, battito cardiaco e livello d’ossigeno nel sangue (pulsossimetro attaccato ad un dito), russamento e posizione durante il sonno.

 

Gambe senza riposo

 

I pazienti che soffrono della sindrome delle gambe senza riposo soddisfano i quattro seguenti criteri diagnostici:

 

1.      Sensazioni fastidiose agli arti inferiori (dolore, bruciore, pizzicore, formicolio, torpore, prurito, sensazione di “formiche che strisciano sottopelle”)

2.      Agitazione motoria (un’irresistibile urgenza a muovere le gambe, agitarsi nel letto, camminare o massaggiare le gambe)

3.      La comparsa o l’intensificazione di questi sintomi a riposo (e la diminuzione con gli arti in movimento)

4.      L’intensificazione dei sintomi con gli arti a riposo (per es.: a teatro) o a letto la notte, poco prima di addormentarsi o durante la fase del sonno leggero.

 

Fasi di sonno ritardato o anticipato

 

Le persone che soffrono della sindrome da periodo di sonno ritardato o anticipato hanno periodi di sonno e di veglia diversi da quelli normali. Da un lato il loro ritmo circadiano può essere spostato in avanti, il che significa che la sera non riescono ad addormentarsi  all’orario desiderato; restano così svegli più a lungo la notte. Solitamente queste persone dormono bene. Se vanno a letto tardi si risvegliano rinvigoriti. Ma se sono costretti ad alzarsi presto la mattina, ad esempio per andare a lavorare, si sentiranno stanchi e irritabili. La cura per questo tipo di insonnia è un progressivo spostamento dell’orologio biologico verso lo stesso orario dell’orologio “sociale”. L’assunzione mattutina di farmaci leggeri può aiutare i pazienti a regolare il proprio orologio.

Ma i ritmi circadiani dei pazienti possono essere anticipati, ed essi possono manifestare problemi a restare svegli la sera. La fase del sonno anticipato è un fenomeno piuttosto raro, ma che risulta più comune tra gli anziani. Anche questa sindrome più essere trattata con lo spostamento dell’orologio biologico e l’assunzione di farmaci leggeri nel tardo pomeriggio o all’inizio della sera.

 

Cause esterne temporanee

 

I disturbi del sonno causati dallo stile di vita delle persone o da fattori ambientali sono molto comuni. Tra le cause vi possono essere un eccessivo consumo di caffè, the o alcol, forte tabagismo, insufficiente attività fisica durante il giorno, sonnellini prolungati, permanenza a letto nel tentativo di addormentarsi, rumore, troppa luce nell’ambiente notturno. Anche i fattori emotivi possono provocare insonnia; tra questi l’ansia (es.: per un figlio o per il coniuge), il dolore e la depressione (es.: per la perdita di una persona cara).

 

 

3 Analisi delle curve esempi

 

Le seguenti curve sono state raccolte per aiutare a comprendere e ad analizzare le informazioni relative alle curve dell’attività. Gli esempi sono selezionati per coprire la tipica varietà riscontrabile nella vostra cura. Pur essendovi tipologie di curve molto differenziate, il confronto con gli esempi dovrebbe permettere di estrarre le informazioni utili.

 

Di seguito troverete diversi esempi di curve dell’attività prodotte dal programma IST Vista. Sono state divise in 5 gruppi in base all’attività diurna/ notturna. Gli esempi partono dalle curve più tipiche in cui la qualità del sonno è buona e la distinzione tra attività diurna e notturna è ben chiara, e proseguono con curve in cui il sonno peggiora in maniera significativa e l’attività notturna assomiglia a quella diurna. Per ogni gruppo vi è 1 curva esempio (ad eccezione del gruppo 5, che ha 3 esempi). I gruppi includono:

 

1.      Attività diurna/ notturna normale

2.      Sonno profondo

3.      Attività notturna senza riposo

4.      Risvegli notturni

5.      Attività diurna/ notturna disturbata

 

Negli esempi che seguono le curve sono di colore bianco[3]. La barra bianca sopra la curva dell’attività indica l’orario del sonno. Tutte le aree della curva corrispondenti alla barra bianca in alto vengono classificate come orari del sonno.

 

Ogni analisi della curva include l’ora in cui il paziente si è addormentato, l’ora in cui si è svegliato, il tempo totale di permanenza a letto, il tempo totale di sonno e la qualità del sonno, distinta in buona, cattiva, pessima. Il tempo totale di sonno si riferisce soltanto al sonno a letto e non include i sonnellini durante il giorno. La definizione della qualità del sonno è stata effettuata dal dottor Markku Partinen del Neurological Research Center di Helsinki, Finlandia.

 

Questi esempi di curve provengono da centri in cui è in uso il programma IST Vista. Trattasi di centri quali case di cura, alloggi protetti, “dementia unit” e reparti ospedalieri. Nei gruppi 2-5 l’utenza è di soli anziani, d’età compresa tra i 65 e i 90 anni, i quali sono stati ricoverati non essendo in grado di provvedere a se stessi, vuoi per ragioni fisiche che mentali. I seguenti esempi di curve evidenziano differenze sensibili nell’attività diurna/ notturna. Alcune di queste curve potranno ricordare le curve che avete già visto nel vostro software IST Vista.

 


3.1      Gruppo 1: attività diurna/ notturna normale

 

Curva 1:

 

Qualità del sonno: buona; buon livello d’attività diurna

- normali periodi di sonno profondo ad intervalli regolari, intervallati da sonno più leggero (probabili fasi REM)

- sonno abbastanza corto, 5 ore e 50 minuti

 

Addormentato alle 24.00

Svegliato alle 5.50

Numero di risvegli notturni: 0

Numero di sonnellini diurni: 1, tra le 13-13.45

Tempo a letto: 5 ore e 50 minuti

 

 

3.2      Gruppo 2: sonno profondo

 

Curva 1:

 

Qualità del sonno: buona; basso livello d’attività diurna

- basso livello d’attività diurna, paziente passivo

- periodi di sonno profondo molto lunghi

 

Addormentato alle 23.45

Svegliato alle 7.00

Numero di risvegli notturni: 1

Numero di sonnellini diurni: 0

Tempo a letto: 7 ore e 15 minuti

Tempo di sonno totale: 6 ore e 51 minuti

3.3      Gruppo 3: attività notturna senza riposo

 

Curva: 1

 

Qualità del sonno: scarsa

- sonno senza riposo, periodi di sonno profondo poco chiari

- assenza di una struttura tipica del sonno

 

Addormentato alle 0.57

Svegliato alle 7.51

Numero di risvegli notturni: 3

Numero di sonnellini diurni: 3

Tempo a letto: 6 ore e 54 minuti

Tempo totale di sonno: 6 ore e 15 minuti

 

 

3.4      Gruppo 4: risvegli notturni

 

Curva 1:

 

Qualità del sonno: scarsa

- i picchi notturni corrispondono ai risvegli

 

Addormentato alle 23.18

Svegliato alle 7.42

Numero di risvegli notturni: 5 complessivi, uno più lungo degli altri

Numero di sonnellini diurni: 3

Tempo a letto: 8 ore e 22 minuti

Tempo totale del sonno: 7 ore e 17 minuti

 


3.5      Gruppo 5: disturbi nell’attività diurna e notturna

 

Curva 1:

 

Qualità del sonno: molto scarsa

- lunghi periodi di veglia nel periodo di permanenza a letto

- un unico periodo di sonno profondo

 

Addormentato alle 21.20

Svegliato alle 5.39

Numero di risvegli notturni: 4

Numero di sonnellini diurni: 5

Tempo a letto: 8 ore e 7 minuti

Tempo totale del sonno: 4 ore e 47 minuti

 

Le due curve successive, curva 2 e 3 del gruppo dell’attività diurna/ notturna disturbata, sono curve di pazienti malati di demenza e mostrano chiaramente un modello di sonno disturbato e molto frammentato. L’attività notturna è molto elevata, il sonno è minimo. Risulta quindi molto difficile una differenziazione tra le attività diurne e quelle notturne.

 

Curva 2:


 

Qualità del sonno: molto scarsa

- attività media nel corso delle 24 ore, ciclo notturno confuso

- difficile differenziazione tra attività diurne e notturne

- paziente: uomo, 76 anni, residente in una “dementia unit”

 

Addormentato alle 19.45

Svegliato alle 20.36

Numero di risvegli notturni: continui nell’arco della notte

Numero di sonnellini diurni: 8

Tempo a letto:

Tempo totale del sonno: 46 minuti

 

 

Curva 3:

 

Qualità del sonno: molto scarsa, assenza di sonno

- attività elevata nel corso del pomeriggio e della sera

- attività molto scarsa tra le 23.30-0.30 e le 5.30-6.30

- assenza di un normale ciclo diurno/ notturno

- paziente: donna, 86 anni, residente in una “dementia unit”

 

Addormentata alle 23.48

Svegliata alle

Numero di risvegli notturni: continui nell’arco della notte

Numero di sonnellini diurni:

Tempo a letto:

Tempo totale del sonno: 25 minuti

 

 


3.6      Esempio pratico: analisi della curva per/ di un periodo di 8 giorni

La prossima analisi della curva per un periodo di 8 giorni mostra un modello di attività diurna/ notturna regolare. Il tempo totale a letto è solitamente tra le 23.00 e le 7.00 mentre il tempo totale del sonno varia a seconda dei risvegli notturni. Nonostante la presenza di risvegli notturni, è possibile determinare per ogni curva il periodo del sonno; l’attività diurna è chiaramente più alta di quella notturna. I sonnellini diurni sono generalmente compresi in un orario che va tra le 9.00 e le 14.00. La notte col sonno migliore è quella della curva 4, in cui il paziente ha dormito 8 ore intere senza risvegli.

 

Case example: 8 giorni consecutivi

Giorno 1

 

Giorno 2

 

Giorno 3

 

Giorno 4

 Giorno 5

 

Giorno 6

 

Giorno 7

 

Giorno 8


Giorno 1:

Addormentato alle 22.53

Svegliato alle 7.21

Numero di risvegli notturni: 2

Numero di sonnellini diurni: 6

Tempo a letto: 8 ore e 28 minuti

Tempo totale del sonno: 8 ore e 8 minuti

 

- il primo periodo di sonno profondo è il più lungo

 

 

Giorno 2:

Addormentato alle 22.52

Svegliato alle 7.06